C’era un cinese vegano … e di sicuro non era in coma !

Senza titolo_1
Suzhou 2014_ Giardino dei leoni. (Foto di Giulia Giannasi)

E voi dite, amici, che non si ha da discutere sul gusto e sul sapore?
Ma tutta la vità è una disputa sul gusto e sapore.

[Friedrich Nietzsche, in Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno. p. 133]

 

ANITA VENANZI _ Classe 1989. Romana di nascita, ma soprattutto de còre. Fotografa dilettante di terza generazione. Momentaneamente sospesa tra Roma, Trieste, Venezia e Hong Kong. Affamatissima e ghiotta donna sapiens nel (sopras)senso greco del termine: colei che gusta, in ambito molto esteso e innatamente epicureo.

Non violenta certificata dal 1991, quando mi rifiutai di picchiare il manesco cuginetto risolvendomi, piuttosto, per dirgli: “Allora, io, con te, non ci gioco”, episodio che mi valse il soprannome di Gandhi. Ecologista antiglobalista certificata dal 1998, quando smisi di bere la Cocacola perché avevo letto sul giornale, sotto l'ombrellone, che stavano disboscando la Foresta Amazzonica per costruire nuovi stabilimenti di produzione. Mi appassiono alla politica e al diritto entrando, nel 2003, in uno di quei partiti che non esistono più e i cui simboli echeggiano di fabbriche e prati incolti.

Scopro i diritti umani, in contemporanea con Guantanamo, e inizio a studiare Il Potente e la sua lingua e i suoi Scostumi: prima quello italiano, poi quello americano e, conseguentemente, dal

2008, quello cinese. Nello stesso anno, il 20 giugno, transisco definitivamente dall'onnivoro al vegetariano ... una scelta, a mio avviso, coerente e sensata, quasi obbligata date le suddette mie disposizioni in materia politica, economica ed etica.

Armata di un nuovo stomaco, mi scontro con la Cina oscurantizzata nelle aule universitarie italiote - si aspetti una querela chiunque si azzardi a darmi della “Sapientina” o della “Cafoscarina” - fatta di culto del mercato e vuote poesiole antidiluviane. Cosicché, dopo il trasferimento nella vita adulta con un budget mensile di 450 euro (raccontato qui https://forsesipuofare.wordpress.com/), mi rintano nelle scienze sociali, nel diritto, nella storia, nella ricerca sociale che rasenti l'etnografia ... e SBAM ... finisco in Cina per tre mesi, due giorni di ostello e per il resto cinesi, treni cinesi, case cinesi, mamme cinesi e, soprattutto, cucine cinesi !

La cucina cinese come luogo, come logos, come cultura, come mezzo di comunicazione di massa, come pacifica arma di connessione di massa, come religione, come cura, come prospettiva, come mantra, come conoscenza, come riconoscenza, come aggancio, come storia, come arte, come pratica zen.

... e il veganesimo, in transizione nuovamente obbligata dall'endemica coerenza che è un po' croce e delizia dei miei verdi giorni.

Qui racconto quello che ho visto, scoperto, capito, provato, imparato, sentito ...

Ma soprattutto mi affaccio - spero assieme ad altri impavidi curiosi - verso la vertigine di tutto ciò che c'è ancora da vedere, scoprire, capire, provare, imparare, sentire e ... gustare !

1 Risposta

  1. lily

    ei zucchina, posso aggregarmi come assaggiatrice?? o aiuto cuoco..o segretaria…insomma basta che a na certa se magna.

Rispondi a lily